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Cos’è un testo inclusivo?

Un testo inclusivo è un qualsiasi testo scorrevole, chiaro, diretto, che sta parlando a te o al tuo pubblico. È un testo che decide di farsi capire e di non lasciarti fuori, e che non dà per scontato di includerti.

Facciamo qualche esempio per rendere tutto più chiaro.

Se leggo “Benvenuto!” quando accedo alla home page di una pagina web, quel testo ha deciso di escludermi: e non solo a me, ma anche a quasi la metà della popolazione mondiale e a chiunque non si identifichi con quella “-o”. Non lo avrebbe fatto se avesse deciso di salutarmi con un “Ti do/diamo il benvenuto”, o più semplicemente, “Ciao”.

Se quando compilo un sondaggio su un servizio, il testo mi chiede “Sei soddisfatto?”, tenderei a rispondere no, perché non lo sono, io sono soddisfatta. Avrei risposto “Molto” se lo stesso sondaggio mi avesse chiesto: “Esprimi il tuo grado di soddisfazione da Molto a Poco”.

E per fare un ultimo esempio, se leggo “color carne” e sono una persona nera, dovrei arrendermi al fatto di comprare un prodotto che dà per scontato che la pelle sia color cipria o dovrei piuttosto cercare un prodotto che, oltre alla qualità, offre anche la sensibilità di rivolgersi proprio a me?

Ecco, questi sono tre esempi di testo inclusivo. Sono frasi ed espressioni con cui entriamo in contatto quotidianamente e che non implicano molto sforzo per essere raggirate dal punto di vista linguistico. Purtroppo, non sempre è così e a volte trovare una soluzione inclusiva è un esercizio complesso che richiede sforzo e creatività. In alcuni tipi di testi, come quelli legali, può diventare quasi impossibile trovare il modo di attenersi a un linguaggio giuridico che soddisfi anche le caratteristiche di un linguaggio inclusivo. La mia sfida è quella di provarci ogni volta che mi trovo alle prese con un testo di questo tipo: in nuovi articoli condivido con te le strategie che ho sviluppato in termini di testi giuridici e inclusività nella mia esperienza.

Spesso le scelte di linguaggio inclusivo sono criticate e vengono associate all’uso di asterischi, slash o nuovi caratteri (ad. esempio la rinomatissima “shwa”). Un testo è scorrevole se permette di essere letto ad alta voce e non contiene troppe ripetizioni, e queste scelte linguistiche non permettono di farlo (fatta eccezione per la shwa, che tuttavia, richiede uno sforzo complesso poiché si tratta di un suono che molti italofoni, me compresa, non conoscono). L’uso dell’asterisco, della X o della SHWA è comunque una scelta perfettamente valida, che vale la pena adattare al tipo di contesto. A breve pubblicherò anche un articolo sulle forme alternative del linguaggio inclusivo e i contesti in cui utilizzarle.

Per concludere, questo articolo vuole essere soltanto un’introduzione sui testi che usano un linguaggio inclusivo per le persone che ancora non erano a conoscenza della questione o per quelle un po’ scettiche a riguardo. Rivolgersi a tutto il pubblico non implica necessariamente rinunciare alla qualità del testo, alla scorrevolezza o alla naturalezza. Al contrario, un testo inclusivo è uno strumento che ti aiuterà a raggiungere chiunque con il tuo messaggio. Un testo normale, con cui chiunque si può identificare.

D’altronde, hai appena letto un testo completamente inclusivo: hai forse notato qualche differenza? 😉

Inclusione di parole - Linguaggio inclusivo

Rivolgersi a tutto il pubblico non implica necessariamente rinunciare alla qualità del testo, alla scorrevolezza o alla naturalezza.

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Marta Marino
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